I rischi e le opportunità dell’Intelligenza Artificiale sul lavoro

Intelligenza Artificiale: opportunità di migliorare il tuo lavoro o minaccia di perdere la tua professione?

Dal suo avvento nella nostra quotidianità ho sempre visto l’AI come un’auto dalle elevate prestazioni: puoi andare forte ma devi comunque saperla guidare se non vuoi sbandare.

Nonostante di solito sia un pessimista da competizione, guardo all’Intelligenza Artificiale come opportunità per abbattere tempi sul lavoro senza rinunciare alla qualità e addirittura come terreno fertile per la nascita e lo sviluppo di nuove professioni (vedasi gli “esperti AI”).

Già in tempi non sospetti, il World Economic Forum, nel suo report del 2016 intitolato The Future of Jobs, aveva lanciato una previsione profetica: “il 65% dei bambini che iniziano la scuola primaria oggi farà un lavoro che ancora non esiste”.

meme Intelligenza Artificiale sull'opportunità di semplificarti il lavoro ma anche sul rischio di perderlo

D’altronde non è la prima volta che l’avvento di una nuova tecnologia o innovazione in grado di rivoluzionare il vecchio modo di fare, dopo aver suscitato timori e paranoie iniziali, si è dimostrata una grande occasione di progresso. Ripercorriamo alcuni casi emblematici.

La Stampa a Caratteri Mobili: da Amanuensi a Editori

Quando Gutenberg inventò la stampa a caratteri mobili nel XV secolo, gli amanti dei manoscritti tremarono al pensiero che l’arte della scrittura fosse giunta al capolinea. La realtà? La stampa non ha eliminato la figura di chi produce contenuti, ha semplicemente reso la conoscenza accessibile su larga scala. Gli amanuensi non sono scomparsi dall’oggi al domani: molti si sono evoluti diventando correttori di bozze, tipografi, editori, impaginatori e librai.
Senza la stampa, l’industria editoriale moderna e i ruoli legati al giornalismo e al marketing dei contenuti non sarebbero mai esistiti.

La Meccanizzazione dell’Agricoltura: meno fatica, più resa

L’introduzione degli aratri meccanici prima e dei trattori poi ha rivoluzionato il lavoro nei campi. La tecnologia ha spazzato via i contadini? Assolutamente no. Ha eliminato la componente più usurante del lavoro fisico, ridotto la necessità di bestiame da lavoro e aumentato drasticamente la produzione alimentare. Oggi chi lavora in agricoltura guida macchinari ad alta tecnologia, gestisce colture con dati satellitari ed è affiancato da nuove figure professionali come agronomi digitali, tecnici meccatronici per veicoli agricoli e specialisti di agricoltura di precisione.

La Rivoluzione Industriale: la nascita dell’Automazione

Con l’avvento della macchina a vapore e delle prime fabbriche, la paura che le macchine avrebbero sostituito l’uomo fu così forte da scatenare movimenti come il luddismo. Ma guardando alla storia, la prima Rivoluzione Industriale non ha distrutto l’occupazione: ha spostato il baricentro del lavoro dal settore primario (agricoltura) a quello secondario e terziario. Le persone hanno smesso di fare manualmente compiti ripetitivi per diventare supervisori di macchinari, manutentori, ingegneri meccanici, tecnici della logistica e responsabili della sicurezza industriale. Il lavoro si è diversificato, specializzato e, soprattutto, è diventato più sicuro.

Dal Foglio di Carta al PC: la Macchina da Scrivere non ha ucciso la Scrittura

L’arrivo del computer personale negli anni ’80 è forse l’esempio più vicino a quello che stiamo vivendo oggi con l’AI. Molti temevano che il PC e i software di videoscrittura avrebbero reso superflui segretari, contabili e scrittori.
Invece, la macchina da scrivere è andata in pensione, ma le persone che la usavano hanno imparato a dominare strumenti immensamente più potenti. Il computer ha velocizzato i processi amministrativi e redazionali, dando vita a nuove professioni: sviluppatori software, web designer, esperti di cybersecurity, data analyst e copywriter digitali.
Gli scrittori sono rimasti scrittori, ma con la capacità di revisionare, distribuire e riutilizzare il proprio lavoro a una velocità impensabile prima.

Confronto macchina da scrivere e pc con Jessica Fletcher

L’AI nel Digital Marketing

E nel Digital Marketing? Proprio di recente un cliente mi ha chiesto se fosse dannoso per il posizionamento di un sito ricorrere esclusivamente a contenuti generati dall’AI.
La risposta l’ha data lo stesso Google, rassicurando tutti quanti: “No, i motori di ricerca come Google non penalizzano un testo solo perché è stato scritto usando l’intelligenza artificiale. Il posizionamento scende solo se il contenuto è di scarsa qualità, copia idee già viste o non aiuta davvero chi legge”.

Ma proprio perché i contenuti devono essere di qualità, è giusto e necessario fare un controllo finale per aggiustare quei punti che convincono meno e per dare anche un tocco più umano al lavoro creato.
Io stesso mi rivolgo all’AI anche per correggere e modificare immagini, ma se il risultato finale non mi soddisfa pienamente le ultime modifiche di fotoritocco le faccio personalmente.
Pure parti di questo articolo sono state scritte con l’ausilio dell’AI, riuscireste a indovinare quali?

Rischi e Opportunità dell’AI sul Lavoro: Conclusioni

L’Intelligenza Artificiale è uno strumento potente e utile. Ma bisogna saperlo usare responsabilmente per sfruttarne le potenzialità, anche perché, se è vero che ha ancora margini di miglioramento, è altrettanto vero che presenta ancora dei limiti, specialmente in quei casi in cui emerge la netta sensazione di trovarsi di fronte a contenuti troppo “robotici” e “artificiosi”.
Insomma, fatti aiutare dall’Intelligenza Artificiale ma usa la testa e mettici anche del tuo, per un risultato complessivo migliore!

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Francesco Zane
Francesco Zane
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